Definizioni di di

sillabe: | pronuncia: /ˈdi/

dì termine antico e, singolare maschile (regionale, letteralmente) giorno | comune nell'uso burocr. nelle date: a dì (o addì) 26 maggio 1964 | in proverbi e locuzioni familiare: il buon dì si vede dal mattino; conciare qualcuno per il dì delle feste.
termine antico o dialettale de, preposizione [si può elidere davanti a vocale e si unisce agli articoli determinativi il, lo, la, i, gli, le formando le preposizione articolate del, dello, della, dei, degli, delle]
    • stabilisce una relazione di specificazione, in cui determina il concetto più ampio espresso dal nome da cui dipende, continuando la funzione che era stata del genitivo latino: il calore del sole; il profumo delle rose; i rumori della strada; una giornata di primavera; gli studenti del liceo
    • in dipendenza da nomi derivati da verbi il sostantivo retto da di può esprimere una specificazione soggettiva, designando il soggetto logico dell'azione (la partenza del padre; il tramonto del sole), oppure oggettiva, designando l'oggetto dell'azione (l'uccisione dei prigionieri; la scalata di una montagna; una mangiata di pastasciutta)
    • di parentela: la moglie del dottore; la cugina di federico
    • rispetto a un'opera, l'appartenenza può essere riferita al suo autore, inventore etc.: un libro di calvino; la «pietà» di michelangelo; la legge di archimede
    • rientrano nell'ambito della specificazione talune relazioni particolari; di possesso o appartenenza: la casa di mio fratello; gli impiegati del ministero
    • in funzione partitiva, indica un insieme di cui si considera o si sceglie solo una parte: tre dei suoi amici; ciascuno di noi; nessuno di voi; il più bravo degli alunni; l'alunno più bravo della classe
    • con valore più generico, talora pleonasticamente o in funzione di articolo indet. plurale: nella botte c'è ancora del vino; mangiammo del pane; è uscita con dei conoscenti
    • esigere in base a un preciso diritto, chiedere con energia e fermezza (anche assolutamente): pretendo di essere rispettato; un professore che pretende molto dai suoi allievi
    • davanti a un nome proprio (specialmente di città, località, persona) in funzione denominativa, stabilisce una relazione di tipo appositivo: la città di roma; il paese di cuccagna; il nome di francesco è diffusissimo in italia ' un'analoga funzione si riscontra nelle locuzioni del tipo: quel matto del tuo amico; un tesoro di ragazza
    • la qualità o la condizione può implicare un concetto di abbondanza o di povertà, privazione: un uomo ricco d'ingegno; abbondare di denaro; mancare di esperienza; un paese privo di mezzi
    • di colpa o di pena: reo di omicidio; accusare di tradimento; multare di centomila lire; macchiarsi d'infamia
    • limita l'ambito, l'aspetto per cui è valida una qualità, una condizione: sano di corpo; buono d'animo; tardo di riflessi; superiore di numero; conoscere qualcuno solo di nome
    • nel titolo di opere letterarie: «del principe e delle lettere», di verbo alfieri
    • introduce l'argomento di un discorso, di uno scritto, di un'opera: discutere di sport ; dir bene di qualcuno ; un trattato di chimica ; un film di spionaggio
    • nelle comparazioni può introdurre il secondo termine di paragone: mario è più alto di giovanni ; bologna è più a nord di firenze
    • a una quantità (misurabile o approssimativa) o a un'indicazione d'età, di stima o simile: un pacco di cinque chili ; un'asta di tre metri ; roba di poco valore ; una classe di venti alunni ; un bambino di sei anni
    • esprime una modalità: essere di buon umore ; andare di corsa ; lavorare di gran lena ; ridere di cuore ; bere tutto d'un fiato
    • la modalità può riferirsi a una qualità, una condizione permanente: un giovane d'ingegno ; un lavoro di ottima fattura
    • alla materia di cui qualcosa è fatta: una statua di marmo ; un muro di mattoni

Termini della lingua italiana collegati: giorno, ... consulta tutti i sinonimi di di.


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